giovedì 7 maggio 2026 – ore 21
Istituto Leone Dehon, via Appiani 1, Monza – ingresso libero
interviene
Leone Grotti, giornalista di Tempi
introduce Samuele Sanvito, CCTalamoni
Jimmy Lai Chee-ying fuggì dalla Cina a dodici anni, nel pieno di una carestia. A Hong Kong si arrangiò come poteva, lavorando in una fabbrica tessile. A ventun’anni ne era già direttore, poi proprietario.
Nel 1989, il massacro di Piazza Tienanmen segnò una svolta. Da quel momento Lai scelse i media come strumento di libertà e promozione della democrazia. Era consapevole che il Partito Comunista non lo avrebbe mai perdonato per la sua opposizione.
Convertitosi al cattolicesimo nel 1997 grazie all’allora vescovo Joseph Zen, decise di restare a Hong Kong e testimoniare con la propria vita gli abusi del regime. Nel 2020 la legge sulla sicurezza nazionale criminalizzò il dissenso e Lai fu arrestato insieme ad altri sostenitori della democrazia. Nel 2026, a 78 anni, è stato condannato a venti anni di carcere per collusione e sedizione.
La storia di Jimmy Lai è la storia di un uomo che ha scelto di restare uomo.
